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io sono te
raro come tutti
miliardi
divisi
sparsi, dispersi e persi in un ruolo a noi ignoto
come a volte il volto vuoto della sola compagna, l’unica amica che porto
ruoto nel vuoto e non peso, compenso il pensiero di essermi arreso e spento in un niente, come il vero senso di questo universo. Il verso che ho preso, qui, perso nel nero ritorna ed è lì se lo studi, i rudimenti fondamentali son onde e non devi mentirti per convincerti di valere, volare attorno a un fuoco è il poco che posso sperare di fare finché non s’espande e mi brucia, rinuncia al crederti scelto, il più alto dei gesti possibili è dare agli altri, ai tuoi simili, il brivido d’essere liberi. I libri vi rendon migliori in milioni di modi, non quelli contabili, o scritti su dei, tomi inutili. Non illuderti d’esser padrone di me o di altro, cialtrone, non vedi che perdi, se credi di potermi cambiare con armi o denaro, non importa l’importo, piuttosto l’impronta, non conta il contare, ma quanto potrai raccontare d’aver fatto per chi qui rimane. Intreccia legami tra mani e abbracci, ma sappi che qualsiasi cosa tu faccia sulla mia faccia, umano, la fai solo per te, io faccio rivoluzioni ogni anno soltanto per ricominciare daccapo.
Abbiamo tutti le nostre orbite, per vedere e non essere orbi, tessi intrecci e riempiti l’anima, rispetta animali e la regola aurea.
L’aria vale quanto me e la vita, non crederla piatta, ma bella, ribellati e osa, ché in fondo ne avete una sola
ed è meravigliosa

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